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Nutrizione e Consapevolezza

consapevolezzaPerch? nonostante ciascuno di noi sappia cosa ? meglio mangiare continuiamo a scegliere gli alimenti sbagliati? Per l?autrice, alla base di questo cortocircuito mentale c?? la mancanza di consapevolezza del momento presente. Attraverso il principale insegnamento della filosofia buddista (l?importanza del ?qui e ora?), il libro accompagna il lettore nel cammino, all?inizio difficile ma senza dubbio salutare, verso le scelte consapevoli degli alimenti. Dopo aver sgombrato il campo dalle credenze errate sul cibo, attraverso la descrizione scientifica dei principali nutrienti, il volume ospita alcune riflessioni utili a capire come una nutrizione sana sia capace di contribuire a uno stato di benessere psicofisico. A chiudere il libro oltre 100 ricette, per un?alimentazione che sia preventiva ma anche capace di soddisfare il piacere della gola.

Vi presentiamo un estratto dall’introduzione di questo libro “illuminante” ,?accattivante e piacevole che, unendo rigore scientifico e filosofia, guida il lettore verso la consapevolezza alimentare.

Introduzione

?Chi non conosce il cibo
non pu? capire le malattie dell?uomo?
Ippocrate
L?aforisma di Ippocrate deve far riflettere: non chiediamoci i motivi delle?nostre malattie se non conosciamo il cibo di cui ci nutriamo.
Le malattie?moderne che ci affliggono non sono dettate da crudeli punizioni divine o?da un destino malvagio. Il motivo ? molto pi? semplice e razionale, i nostri problemi sono la diretta conseguenza di una divergenza tra il nostro?attuale stile di vita e quello per cui ci siamo evoluti.
? con grande piacere che, dopo tre anni dedicati alla mia famiglia e alla?passione per la cucina, che mi ha permesso di pubblicare il mio primo libro?(?Prova a dirlo con una cena?), torno un po? alla scienza. La scienza applicata alla salute e alla buona tavola, non voglio discostarmi troppo dalla?nuova strada intrapresa, ci ho preso troppo ?gusto?. Avendo due bambine?piccole, ho deciso di impegnarmi per la loro salute dirigendomi verso un?orizzonte di semplicit? e genuinit?, con particolare attenzione nella scelta?delle materie prime, rigorosamente di alta qualit?, e senza dimenticare?l?educazione alimentare, fondata sulla consapevolezza e sul benessere.
Sappiamo tanto al momento su quello che fa bene e quello che fa male ma?ancora la stragrande maggioranza di noi non ? pronta a cambiare, non si?mette in discussione e non pone davanti al resto il valore fondamentale
dell?educazione alimentare, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni. La globalizzazione e il nostro stile di vita frenetico hanno portato
ad una crescita esponenziale di malattie del benessere, in cui il cibo qualitativamente scadente la fa da padrone.
Da un paio d?anni mi sono proposta di scegliere il cibo in un modo?nuovo, ? stata una presa di posizione chiara e responsabile, anche se lenta e a volte sofferta. Il fatto che l?industria alimentare remi chiaramente in direzione opposta non ? stato certo di grande aiuto, mancava qualche cosa nel mio impegno che naturalmente e senza rinunce sofferte mi mettesse nella condizione di evitare le cose che fanno male anche se buone e

desiderabili. E soprattutto, di essere sufficientemente forte e coerente dafar capire a mia figlia, una bambina di allora 3 anni, che la merendina in sacchetti colorati e scintillanti, magari con l?immagine del personaggio
preferito, ? da evitare, il bello non ? sempre salutare e che ? meglio scegliere la frutta fresca, viva e vita per il nostro corpo. ? stata un?impresa ardua ma ci sono riuscita, la strada giusta ? stata imboccata! La svolta
consapevole l?ho raggiunta grazie ad una lettura filosofica sul buddismo. Diciamo che in un primo momento avevo solo la conoscenza, in termini scientifici, di quello che negli ultimi anni ? stato pubblicato sul macroargomento ?alimentazione e salute?, ma ancora mi mancava qualcosa che mi aiutasse a riflettere e a rinunciare alle cattive abitudini.
Un concetto semplicissimo mi ha fatto pensare: imparare a diventare consapevoli attraverso il controllo della vita in ogni momento della nostra esistenza. Un nuovo mondo si ? aperto davanti a me, chiaro e limpido:
non ? sufficiente sapere cosa ? meglio mangiare e perch? fa bene ma ancora pi? importante ? imparare a diventare consapevoli delle scelte che facciamo e che si ripercuotono sulla nostra salute.
Noi non siamo solo quello che mangiamo ma anche un riflesso di quello che tutti i nostri sensi e il nostro corpo elaborano come diretta conseguenza di quello di cui ci nutriamo. Per avere uno stile di vita corretto dobbiamo riflettere sulla complessa relazione che il nostro corpo e la nostra mente hanno con l?ambiente in cui viviamo. Il motivo ? semplice, seguire uno stile di vita sano e consapevole ? un dovere sociale e morale, non deve essere visto come un?azione individuale ma interconnessa con ogni altro individuo nel mondo. Se ci soffermiamo a pensare che cambiando le nostre ?cattive? abitudini aiutiamo noi stessi, e in senso globale tutto il mondo, a stare meglio, ci renderemo conto che la strada imposta dalla societ? attuale ? sbagliata, assurda, vuota.
Il mio grido di rivolta ? diretto a tutti, grandi e piccoli, perch? non ? mai troppo tardi per imparare e cambiare le cattive abitudini. Vivo a Londra da ormai due anni e ancora continua a sorprendermi, entrando in un
supermercato, la quantit? di cibo spazzatura che le industrie alimentari offrono. Provo rabbia quando vedo i bambini attirati da colori scintillanti, appositamente e strategicamente posizionati alla loro altezza, che cadono nella rete dei ?dipendenti da cibo spazzatura?. Provo tristezza nel vedere i carrelli sempre pi? pieni di scatole di cibo pronto per essere cotto al microonde e sempre pi? vuoti di frutta e verdura fresca, soprattutto quella di stagione. Credo che siamo arrivati al capolinea, bisogna girarsi e in questo caso retrocedere, snobbare il consumo eccessivo di alimenti manipolati e di materie prime di derivazione animale nocive perch? provenienti da allevamenti intensivi. Usciamo da questo labirinto d?interessi produttivi e commerciali e cerchiamo di portare beneficio alla nostra salute puntando su qualit? e semplicit?. Facile a dirsi vero? Peccato che le tentazioni siano ovunque, stressanti, continue, cos? buone, facilmente reperibili, economiche e pronte per essere ingurgitate.
Qui inizia il percorso che mi offro di spiegarvi, la mia interpretazione personale di risalita verso un benessere cosciente. Affronter? per prima cosa la scienza del cibo, per fare un po? di chiarezza. Il secondo passo sar? quello di applicare la filosofia buddista alle scelte consapevoli, mirate ad ottenere un?alimentazione sana, per uno stato di benessere psicofisico. Terzo, vi proporr? le mie ricette per un?alimentazione preventiva e, perch? no, anche per soddisfare il piacere della gola.
Le scelte di qualit?: frutta e verdura biologica, a km 0 e di stagione …..

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